Acqua Padre che la plastica non brucia

Alberto Bertone, Presidente di Fonti di Vinadio SpA
Sulle acque in bottiglia si è già scritto e detto tanto, e soprattutto dal lato ambientale il tifo per l’acqua – dov’è buona – del rubinetto è arrivato con tanto di ola. Però oltre il 90% degli italiani consuma acqua in bottiglia. Dopo telefonini (due a testa) e automobili (da cambiare a ogni Euro 4, 5, 6…), l’acqua ‘di marca’ trionfa nelle nostre pubblicità, e questo è ciò che, marketing alla mano, determina il dato di cui sopra. Qualcosa si dovrà pur fare per rendere maggiormente sostenibile questa usanza così diffusa. E una risposta ci arriva dalla provincia di Cuneo.
Nel mass market, o nella G.D.O., o nel “parlando potabile” Mercato del Grande Consumo ha finalmente trovato posto un’idea innovativa che riguarda le acqua minerali imbottigliate nella plastica. Fonti di Vinadio, un’azienda che, a dire il vero, di pubblicità ne fa poca, per di più non in mano a una multinazionale straniera ma a una famiglia piemontese, ha infatti realizzato Bio Bottle, la bottiglia da 1,5 litri in plastica naturale creata per la vendita al grande consumo, prima in Italia e prima in Europa che utilizza una confezione realizzata interamente con una plastica naturale che si ricava dalla fermentazione degli zuccheri delle piante anziché dal petrolio. L’acqua Sant’Anna di Vinadio è dunque la prima acqua che vede un’azienda privata a sposare una politica ecocompatibile con una iniziativa di tale portata.
La materia prima di Sant’Anna Bio Bottle è ottenuta da una fonte vegetale al 100%. Sostituendo il petrolio con una risorsa rinnovabile di origine vegetale, si impiegano il 67% di combustibili fossili in meno rispetto alle plastiche tradizionali: 650 milioni di bottiglie Sant’Anna Bio Bottle (consumo medio annuo) permettono un risparmio di 176.800 barili di petrolio, ovvero la stessa quantità che serve a riscaldare per un mese intero una città di 520.000 abitanti. Inoltre, riducono le emissioni di anidride carbonica pari a un’auto che compia il giro del mondo per 30.082 volte in un anno. La bottiglia può essere conferita nella raccolta differenziata dell’organico dove – sostiene ancora l’azienda – biodegrada in soli 80 giorni.
Lo scorso anno questa bottiglia ha vinto la VII Edizione del Sodalitas Social Award in occasione del convegno “Sostenibilità: il punto di svolta” a Milano. Non risultano invece segnalazioni da parte di Ministeri competenti, e un patrocinio, per carità, sembra davvero improbabile.
Enrico Gastaldelli




Questa è una delle tante dimostrazioni che le soluzioni necessarie a risolvere i problemi ambientali sono, prima di tutto, essenzialmente culturali. Le soluzioni tecniche si trovano, o ci sono già.
Ah, naturalmente la bottiglia costa di più delle altre (come costa piu’ fatica fare la differenziata che buttare tutto in un cestino). I dati di vendita di quest’acqua pero’ sono costantemente in crescita, e questo e’ un buon segnale.